Atelier del Paesaggio

Il giardiniere ha la mani occupate e lo spirito libero


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Festival Internacional de Xardines de Allariz. Herbario en carretilla

Il primo giardino nella storia è il recinto dell’Hortus conclusus, uno spazio delimitato per proteggere l’orto e il frutteto, beni preziosi per la sopravvivenza.

La struttura scenografica qui proposta si arricchisce di elementi destinati a valorizzare il giardino, modello in continua evoluzione che ha assunto nel tempo molteplici funzioni. Nell’ Hortus conclusus il principio fondante è la volontà umana di avvicinarsi il più possibile all’immagine del paradiso, luogo ideale come l’Eden, cioè un regno in perfetta armonia e universale beatitudine, o come l’Arcadia pastorale dove avviene il mistico ricongiungimento tra l’uomo e la natura.

La nostra proposta per il tema ‘Garden of Plenty’ evidenzia un approccio bucolico e festoso, caratteristico delle manifestazioni popolari contadine presenti in numerose regioni della Spagna, come i culti arborei o vegetali che risalgono ai miti agrari e ai rituali benaugurati nelle antiche comunità contadine.

Il progetto ‘HERBARIO EN CARRETILLA’ desidera ispirarsi al Paese della Cuccagna, mitico luogo di delizie, d’abbondanza e di libertà, dove viene soddisfatta sia la gioia spirituale che il benessere corporale, e prende riferimenti dalle antiche Feste Popolari legate al mese di Maggio, che sottolineano la tendenza di alcune comunità a recuperare i valori originali della propria identità culturale.

L’area da noi scelta – PARCELA N. 4 – vicino all’esistente playground, area gioco per bambini, sarà caratterizzata da elementi divisori verticali, disposti trasversalmente in tre file discontinue e parallele, che assumeranno per il visitatore la funzione di barriera visiva e fisica, a ricordare solo astrattamente l’idea del recinto dell’Hortus conclusus. Il terreno sarà ricoperto da un ricco strato di paglia, morbida e profumata, a ricordare l’abbondanza delle corti di campagna.

Nel progetto gli elementi verticali fanno da supporto a folte piante rampicanti (Ipomea purpurea), bastoni in legno naturale colorati di rosso, quale accenno per ricordare l’Albero di Maggio che viene sacrificato ogni anno per favorire la crescita della vegetazione all’arrivo della Primavera.

Queste quinte verdi nello spazio della parcela, definiscono il tracciato che sarà possibile percorrere con le carriole, contenitori colorati e giocosi per piccoli orti e giardini, che i visitatori possono trasportare a mano per brevi distanze. Le carriole, in quanto elementi mobili e facilmente trasportabili, permettono così un’interazione con il pubblico, creando nuove combinazioni e varianti continue del progetto e del paesaggio all’interno della parcela, che cambierà in continuazione anche grazie al mutare delle stagioni e al maturare dei frutti dell’orto.

HERBARIO EN CARRETILLA è quindi un progetto di grande valenza culturale, piacevole e giocoso, con un ampio effetto scenografico, a basso costo e bassa manutenzione, che potrà essere utilizzato anche per laboratori didattici di botanica e di orticultura per bambini, a cui si aggiunge l’importante possibilità di interazione con i visitatori.

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Traduzione testo della tavola:

Il progetto ‘Herbario en carretilla’ per lo spazio della Parcela n 4, viene definito da elementi divisori verticali colorati di rosso, con folti rampicanti che segnano il tracciato dello spazio. In questo percorso sono posizionate una serie di carriole, contenitori colorati e giocosi per piccoli orti e giardini, dalle abbondanti chiome vegetali di fiori e ortaggi, che i visitatori possono trasportare a mano per brevi distanze. Le carriole, in quanto elementi mobili e facilmente trasportabili, permettono così un’interazione con il pubblico, creando nuove combinazioni e varianti continue del progetto e del paesaggio circostante.

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Metis Jardins competition 2014: il Bosco capovolto / La Forêt à l’envers

Il progetto propone una visione inedita e sensoriale della vegetazione, in particolare del sottobosco e degli alberi. Si tratta di uno sguardo dall’alto al basso, di percezioni nuove e di una fruizione meravigliata dei luoghi. Un ‘occhio digitale’ (web cam) ci permette di vedere in modo ravvicinato quello che accade tra le fronde dell’albero; sarà come poter toccare i rami più alti, sfiorare le foglie, esplorare la corteccia, sentire il muschio, odorare il vischio. Un progetto di botanica ‘esplorativa’. Il bosco come ‘sorvegliato speciale’, sotto osservazione. Concetto ecologico di salvaguardia e paesaggio come teatro in movimento.

Elementi del progetto:

Webcams:  Sono collocate sui rami più alti, camuffate con piccole strutture a ‘nido’ per potere riprendere, indisturbate e in tempo reale, la vita nella parte più segreta degli alberi e seguirne lo sviluppo tra la Primavera e l’Autunno, il cambio dei colori, del fogliame, della texture, la presenza di aviofauna.

Proiettori: Collocati all’interno di una piccola struttura, posizionata centralmente sotto gli alberi, proiettano le immagini ricevute dalle webcam sullo schermo delle tre strutture a forma di megaliti.

Megaliti: Elementi scultorei di forte impatto visivo, grandi massi posizionati per creare un’area proiezioni in mezzo al bosco. Realizzati con una struttura in tondino (o maglia di ferro) leggera e flessibile; rivestiti di materiale naturale, economico e resistente, il Fidobe costituito da fibra di carta macerata con argilla e terra (tipica nelle costruzioni dei nativi americani), su cui fare crescere i muschi che ricoprono la sagoma. Sul lato della proiezione si lascia una sorta di ‘schermo’ bianco sottile.

Il sottobosco/giardini d’ombra: La zona intorno ai megaliti è circondata da piccoli giardini d’ombra: senso botanico e salvaguardia della biodiversità del sottobosco. Cuscini vegetali su cui crescono varie essenze tipiche delle zone d’ombra, tra le più antiche della terra: licheni, edere, felci: Asplenium scolopendrium; Athyrium filix-femina; Blechnum discolor; Onoclea sensibilis; Helix Green Ripple; Helix Buttercup; Helix Congesta; Festuca scoparia; Brunnera macrophylla.

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Dal Bosco al Legno – De la Foret au Bois : “Ovo Zovo”

Concorso per la realizzazione di arredi e attrezzature da esterno nei territori di Comelico e di Sappada (GAL Alto Bellunese/Cadore)

Il bando di design dedicato alla valorizzazione del percorso ‘Le vie del legno’, attraverso la realizzazione di arredi e attrezzature per esterni, dedicato ai territori dell’Alto Bellunese e in particolare alle zone di Comelico e Sappada, rappresenta l’occasione per promuovere il territorio, esplorare e riscoprire i suoi elementi naturalistici, storici ed architettonici. Alla valenza turistica si affianca, infatti, la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Sono soprattutto questi elementi che hanno caratterizzato la nostra ricerca e la nostra progettazione di valorizzazione del percorso, considerando con particolare attenzione le aree naturalistiche, oltre alle attività artigianali presenti nella zona.Durante le fasi di analisi dei luoghi sono state rilevate varie tipicità, tra cui la presenza di elementi dalla forma circolare o semi circolare (risina, segheria, forcella, cidoli, stua, ecc…). La presenza di altre forme naturalistiche caratterizzate dalla circolarità (ceppo, tronco dell’albero, pigna, ecc..) hanno rappresentato l’individuazione di un simbolo identificativo nella stilizzata forma ad UOVO quale elemento unificante i diversi ambiti del nostro intervento.

L’idea del progetto OVO ZOVO (dal nome del Monte Zovo), intende quindi esplorare una nuova visione del paesaggio dell’Alto Bellunese, attraverso strutture mobili, leggere e replicabili, dalla originale forma morbida ad uovo, oltre ad un ampio intervento di grafica territoriale. Pertanto il progetto permette di cambiare la dinamica mono-direzionale dell’arredo per esterni e di ampliare le possibilità di visione del paesaggio, creando scorci inediti, attraversamenti e soste nuove, indicazioni botaniche di conoscenza per tutti, con itinerari alternativi.

Genius loci e territorio delle vie del legno

TEMATICHE: legno, tradizione, intaglio e impagliatura, economia, turismo, storia locale, valorizzazione del territorio, vie d’acqua, artigianato, manualità, creatività.

Nello studio del territorio sono state notate alcune forti caratteristiche che hanno creato la base di riflessione per il nostro intervento di valorizzazione. Tra le principali tipicità del territorio si sottolinea la ricchezza di parchi, aree naturalistiche e corsi d’acqua, unita alla sapienza della lavorazione del legno, alla maestria di artisti e artigiani che da decadi plasmano questa materia naturale e rinnovabile. Tra le criticità riscontrate lungo il percorso si sottolinea la mancanza di uniformità negli interventi  dei vari Comuni. Mancanza di unicità nella segnaletica,  assenza di tavole botaniche e di segnaletica adeguata per le ricchezze naturalistiche e scarsità di informazioni storico-architettoniche. In generale si è riscontrata la necessità di creare uniformità, immagine coordinata, maggiore leggibilità dell’intero percorso, creando aree unificanti.

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Un percorso ciclo pedonale per il lago di Varese

Concorso di idee per la progettazione di infrastrutture di servizio e nuove architetture per la valorizzazione del percorso ciclo pedonale del lago di Varese.

L’idea del progetto ROSSO PORCIGLIONE, intende esplorare una nuova visione di paesaggio, attraverso strutture mobili e leggere, cannocchiali e puntatori paesaggistici, oltre a un ampio intervento di grafica territoriale. Pertanto il progetto permette di cambiare la dinamica mono-direzionale della pista e di ampliare le possibilità di visione del paesaggio, creando scorci inediti, attraversamenti maggiori verso il lago, indicazioni botaniche, herbarium di conoscenza per tutti, e itinerari alternativi

Durante le fasi di studio e di visita dei luoghi, sono state rilevate varie tipicità, tra cui la presenza di elementi naturalistici di colore rosso, primo tra tutti il Porciglione, specie volatile rara, che nidifica sulle sponde del lago. La presenza di altre specie rare nella fauna, negli anfibi e nella flora (quali l’Airone Rosso, il Gambero Rosso della Louisiana e l’Abete Rosso), hanno rappresentato l’individuazione di un simbolo identificativo nella forma stilizzata del PORCIGLIONE e soprattutto nell’uso del colore ROSSO, quale elemento unificante i diversi ambiti del nostro intervento.

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The Buckminster Fuller Challenge 2013

Le città e le campagne dell’Albania sono punteggiate da un gran numero di bunker inutilizzati, 500.000 circa, costruiti per volere del regime di Enver Hoxha (1908-1985). Il team si propone di ‘ripensare’ a queste presenze post-belliche e di trasformarle in padiglioni verdi, giardini botanici per tutelare la biodiversità naturale e culturale del paese.

L’Urban Herbarium è un sistema di verde flessibile, replicabile in diversi contesti urbani dove è forte l’esigenza di riqualificare spazi di degrado ed è necessario un nuovo impulso per ridefinire il tessuto verde dei spazi pubblici. Per questo progetto abbiamo scelto un caso emblematico come i Bunker in Albania.

In Albania si trovano ovunque piccole e medie fortificazioni militari, costruite a difesa del territorio durante il regime quarantennale di Hoxha, che ha governato il paese dalla fine della seconda guerra mondiale fino alla sua morte. Il regime ha mantenuto costantemente lo stato di emergenza e di chiusura del paese rispetto al resto del mondo e i bunker per la popolazione albanese sono un amara eredità, sono la rappresentazione concreta di questo loro isolamento, non solo fisico ma sopratutto psicologico.Temendo un’invasione dai suoi ex alleati sovietici o dalla NATO, Hoxha aveva dotato il paese di circa 750.000 bunker di cemento armato e ferro, 1 ogni 4 abitanti circa 24 unità ogni chilometro quadrato, cresciuti come funghi grigi si trovano sui confini, dalle montagne alla costa, spuntano nei quartieri delle città, nei campi agricoli, sulle spiagge.

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VERDE dueperquattro

Nell’ambito di un piccolo giardino privato (2×4 mt), su cui si affaccia l’ingresso di un laboratorio culturale, all’interno di un cortile di una vecchia casa di ringhiera nel quartiere Isola di Milano, abbiamo progettato un piccolo ma significativo giardino d’ombra. Realizzato prevalentemente con piante in vaso dalle diverse tonalità di verde, sono state privilegiate specie botaniche a foglia larga tra cui Spatiphillium e Aspidistrie. E’ stata  inoltre creata una base tapezzante con Felci di Boston e una parete ricoperta di Hedera variegata, che offre una visuale verde di fronte alla finesta principale sul cortile.

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VERDE dueperquattro, prima e dopo.

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VERDE dueperquattro, prima e dopo.

 

 

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VERDE dueperquattro,dopo.

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Un Giardino tra i Libri

Grazie alla partnership con il Flower Council of Holland, la presentazione del libro FLORA URBANA (a cura di Claudia Zanfi), è accompagnata dalla donazione di oltre 50 piante dalle proprietà fonoassorbenti e anti-inquinanti, distribuite da aziende del gruppo PromoGiardinaggio, quale il vivaio Agricola del Lago. Si tratta di installazioni vegetali in grado di assorbire polveri e capaci di purificare l’aria, come evidenziato da ricerche condotte dalla Nasa, tra cui la felce di Boston, l’Areca, l’Anturio, l’Edera variegata.

 La donazione delle piante da parte dello studio di progettazione culturale aMAZElab (utilizzate durante gli eventi di Green Island 2013. The Green Bike), è un gesto significativo, di generosità e attenzione alla partecipazione sociale, che sottolinea le scelte di sostenibilità, recupero e non spreco, azioni da sempre alla base delle attività dell’organizzazione e della sua direzione. Leggere tra le piante fa bene alla vista e alla salute!

 L’installazione delle piante donate alla Biblioteca Civica milanese, è realizzata dal gruppo di paesaggisti Atelier del Paesaggio. Il gruppo si dedica alla rigenerazione di spazi urbani abbandonati o in disuso, alla realizzazione di orti urbani e giardini privati, con particolare attenzione alle specie autoctone e alla bassa manutenzione.

Claudia Zanfi durante l'allestimento della biblioteca di Parco Sempione

Claudia Zanfi durante l’allestimento della biblioteca di Parco Sempione

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Giardino Tra i Libri

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