Atelier del Paesaggio

Il giardiniere ha la mani occupate e lo spirito libero


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Mi GARDEN

DISTANZIATORI VEGETALI

A cura di GREEN ISLAND/ Atelier del Paesaggio

Il progetto MiGARDEN parte dall’idea di ripensare il concetto di ‘orti urbani’, adeguati alla necessità attuale di creare dei distanziatori sociali verdi, piacevoli, magari col profumo di essenze commestibili e aromatiche, utilizzando verdure rampicanti come pomodori, zucchine, fagiolini o frutta a spalliera, come meli, peri, grappoli d’uva. Quindi non solo vasi decorativi, fioriti ed estetici, bensì piante utili e utilizzabili. Il progetto è modulabile e la vegetazione intercambiabile, con la possibilità di sostituire altre piante e verdure nella stagione autunnale ad esempio, siepi di alloro, rosmarino, ect. 

Le piante vengono sostenute da bastoni colorati di legno o di bambù, creando quindi una struttura molto agile, leggera e poco costosa. Il contenitore è progettato su rotelle, trasportabile velocemente, spostabile con poco sforzo, ecologico e a basso impatto ambientale, con modularità aperta e componibile, e con possibilità di riutilizzo sotto varie forme. Le varie misure dei divisori sono progettate per essere in grado di proteggere efficacemente le persone su ciascun lato poiché sono alte e sufficientemente larghe da coprire possibili aree a rischio.

Questa proposta può essere utilizzata sia in ambito privato, come déhors, per divisori tra i tavolini di ristoranti o caffetterie, all’ingresso di supermercati o di negozi.

La proposta è ugualmente utilizzabile in ambiti pubblici, ad esempio per creare distanziamento lungo le file di un museo, di un concerto, o agli ingressi di edifici pubblici.

L’uso di verdure e di piante aromatiche permette non solo di creare uno spazio gradevole tra le persone, bensì di procurare un’atmosfera piacevole e calda, oltre ad assumere un aspetto educativo e didattico sul tema della biodiversità urbana e delle piante edibili.

Dato l’intero concetto di sostenibilità che da sempre caratterizza la nostra organizzazione, in questo progetto i materiali proposti saranno ecologici e facili da mantenere.

Dal “Corriere della Sera” del 14 07 2020


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IL GIARDINO YOGA CENTER ISOLA Quartiere Isola a Milano

Là dove c’era un parcheggio ora c’è il verde. Una area destinata alle auto viene convertita in una mini-area relax verde con bambù per creare un filtro naturale e piccoli meli da frutto per ricordare il passaggio delle stagioni con frutti ed il colore del foliage. A fare da sfondo una parete di fitta edera.  Attrezzata per diventare un luogo di pausa prima o dopo le lezioni.

 


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UN GIARDINO PRIVATO Provincia di Milano

Un area verde lunga e stretta, segue il fianco ombroso di una villa bifamiliare, per svilupparsi sul retro in un zona aperta e con una certa pendenza. Protetta da un alta e fitta siepe, questa area e’ un ottimo contesto per realizzare una piattaforma arredata ed attrezzata per permettere un uso confortevole dello spazio verde nelle belle giornate. Le essenze piantumate sono specifiche delle zone d’ombra, distribuite lungo il percorso, di passi persi in pietra, per raggiungere il “salotto” a cielo aperto. Sono stati scelti arbusti e perenni per assicurare interesse  tutto l’anno con fioriture e colori.


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EX CAVA DEL MONTE GIGLIO Quarry life award

Biodiversità, Land Art e Comunità emergenti.

Il paesaggio della cava di marna, Monte Giglio è un paesaggio dalle figure affascinanti ed evocative, nell’immaginario comune il termine ‘cava’ viene, considerato un sinonimo di area degradata, desolazione creata da un’azione antropica; in questo caso la posizione strategica con il vicino Parco Adda Nord, la rende un potenziale luogo ricco di biodiversità. Il progetto vuole creare un percorso di biodiversità, Land Art e dare vita a nuove comunità emergenti. Intervenire ‘dolcemente’ per creare o reinterpretare i rapporti tra gli spazi, le prospettive, gli assi visivi che si instaurano tra le diverse parti del paesaggio della cava e gli abitanti locali. In questo modo, il territorio viene reso disponibile a residenti e visitatori, che vi possono trovare un ambiente ricco di percezioni spazio-temporali, di possibilità di azione e di socializzazione. Recuperare quindi la cava come “anfiteatro naturalizzato” per formare un Orto Botanico della Cava ed un Vivaio Forestale, quali risorse per il luogo e la cittadinanza. A questi si affianca un Herbarium, collezione di malerbe per didattica botanica, utile a monitorare le specie vegetali spontanee, per lo studio e il mantenimento della biodiversità locale. Il progetto propone un percorso di biodiversità, didattica ed ecologia dove sostare ammirando la natura grazie ad osservatori panoramici realizzati attraverso la creazione di “cannocchiali” puntati sul paesaggio.

Orto Botanico della Cava con Herbarium dove verranno esposte le specie vegetali presenti nel Parco Adda insieme alla mappatura dei luoghi in cui sono cresciute, per lo studio ed il loro mantenimento. La rosa canina, il biancospino, il sanguinello, il sambuco nero, il prugnolo e fioriture selvatiche (primule, viole, pervinche), si alterneranno per definire in modo naturale il progetto e creare corridoi ecologici. Si realizzeranno Tavole Botaniche disposte sui gradoni.

Spazi inattesi, dove la natura rivitalizzi la cava con la vegetazione tipica del Parco Adda Nord, per creare un corridoio ecologico utile alla protezione dei piccoli mammiferi e alla nidificazione e riparo del avio-fauna. Il recupero delle pozze sul fondo della cava, ospiteranno piccoli anfibi e muretti di pietre locali formeranno micro-rifugi per incentivare il richiamo in loco. Nelle vasche dell’Herbarium, arbusti e fiori richiameranno nel periodo primaverile-estivo farfalle ed altri insetti impollinatori.


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LE JARDINS DE FOURMIS – Lausanne Jardins 2019

Finalisti del concorso internazionale di paesaggio urbano “Lausanne Jardins 2019”

Un paysage est avant tout lʼexpression d’un point de vue. Il faut observer les plantes, le bati, la mise en valeur, les phénomènes sociaux. Repenser le paysage urbain en tenant compte de l’interaction entre le monde en bas et tous ce qui se trouve en surface. A partir de la phrase d’inspiration de La Quintinie, notre idée explore une nouvelle vision de la ville: traverser les jardins pas seulement horizontalement, mais aussi en vertical. Un projet qui permet de changer la dynamique de l’espace vert urbain. Il faut se réapproprier de la ville et de ses espaces publics, pour imaginer une nouvelle forme de vie urbaine.

Nous avons choisi un ‘lieu emblématique’: SITE N – Frontgardens de Rumine. Ce site prèsente des formes particulier dans le paysage urbain, qui nécessite une idée forte et un nouveau pouls de transformation. Notre expérience paysagère naît avant tout en travaillant sur des lieux ‘critiques’, des lieux liminales et difficiles, pour le réévalué. Cependant, notre proposition ici est de créer un micro-jardin dynamique et original, pour activer une exploration de ce qui se trouve au dessous de la surface du sol, et caractériser le lieu par rapport aux activités sociales, culturelles et commerciales qui se trouvent tout au tour.

L’image présente une ‘architecture/sculpture’ en argile, un ‘jardin des fourmis’ dans lequel les pratiques urbaines seront expérimentées avec des ateliers pour les enfants et les familles sur le merveilleux monde des fourmis et du souterrain. Avec notre projet, nous voulons donner vie à des actions collectives de connaissance et de socialisation.

LE THÈME DE LA TERRE est proposé dans notre projet LE JARDIN DE FOURMIS, qui donnes une attention particulier à l’importance que ces petits insectes ont pour la terre. Aussi on augmente la prise de conscience de la valeur de cet espace urbain vert qui n’a pas été cimenté.

Le jardin comprend une platform en bois composé per de palettes régénérées sur lequels se trouve la Sculpture/ Fourmilière en terre crue, qui montre comme les fourmis se présentes dans la nature et comment elles sont organisées à l’intérieur. Deux panneaux didactique présentent le jardin, accessible aux visiteurs depuis le chemin piétonnier entre l’edifice et la route: l’un avec des images botaniques des espèces utilisées et l’autre avec des informations sur la fourmi Rufa, particulièrement proche de la menace d’extinction.

LE JARDIN DE FOURMIS veut souligner l’importance de la fourmi Rufa, à travers la sauvegarde de cette espèce d’insect. Il est considéré le ‘charognard’ de la forêt, et il joue un rôle fondamental pour la conservation de la biodiversité dans les bois suisses. Chaque element proposé dans le jardin, bati en utilisant seulement des materieux naturels (bois, grains, végétation, terre) est prêt à nous souvenir le cycle de la vie qui se répète, à partir de la sculpture du fourmilière: les fourmis transportent les graines et contribuent à la propagation de la végétation et à la préservation des plantes sur la terre.

Autour de la sculpture/fourmilière sont posée des plantes en vases biodégradables (qui finiront par se dégrader dans la terre). Acanthus mollis disposé comme un ‘pentagramme musical’ et des espèces répandues par les fourmis dans les bois comme Matteuccia struthiopteris et Polygonum odoratum pour former l’environnement du sous-bois. En plus, pour souligner l’importance que les fourmis ont dans le transport des graines, en face la sculpture du fourmilière sera installé un Expositor de Grains, réalisé avec trois poteaux en chataigne et des cordes minces, sur lesquelles seront insérées dizaines des différentes graines.

Le but de notre projet est de sensibiliser les habitants locals et les visiteurs sur l’importance des petits espaces vert dans la ville, la nécessité de sauvegarder la biodiversité urbaine, à partir d’un petit insecte comme la fourmi.

Tav1 Lausanne OK

Tav2 Lausanne Jardins


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CERCLES D’EAU Marais Weils, Municipalité de Forest, Bruxelles

CERCLES D’EAU, è un intervento artistico-ecologico composto da vari elementi, formati da cerchi concentrici di colore verde, adagiati sull’acqua e canne acquatiche realizzate con materiali riciclati. In questa palude ricca di straordinaria biodiversità si vuole rendere l’ambiente più amichevole per la fruizione del quartiere, con un intervento d’arte per riflettere sul paesaggio naturalistico presente in città; sensibilizzare alla biodiversità, con vegetazione fitodepurativa e pannelli botanici per attività didattiche.

Cercles d eau


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Eco-parco Fontanile Quinzi

Il contesto in cui è inserito l’antico Fontanile Quinzi, situato alle pendici del gruppo montuoso dell’aquilano il Monte Calvo sotto la cima denominata la Crocetta, ha mantenuto il suo carattere agricolo originario di “pianura ricca di sorgenti ed habitat ideale per la flora e la fauna locale”. Il paesaggio agrario è nel suo insieme molto frammentato, risultato della suddivisione del territorio in molte piccole unità di terreni con usi diversi, tipi di coltura seminaturali: piccoli orti, boschetti, prati stabili ed aree post-colturali abbandonate. Dal disegno a mosaico del territorio abbiamo tratto la griglia progettuale, la base grafica per organizzare e distribuire, nell’area di progetto, le diverse funzioni.

La particolare forma triangolare dell’area, e’ stata cosi suddivisa in quattro zone tematiche:

  1. Il fulcro sarà il Fontanile Quinzi con la sua storia ed il ruolo fondamentale per il sistema idrico del territorio agrario in cui è inserito.
  2. Area attrezzata per la sosta e la pausa.
  3. Area didattica, di osservazione della piccola fauna e Area gioco.
  4. Area sosta biciclette.

eco parco fontanile Quinzi


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6 MI(GLI)A

Sesto San Giovanni (MI),  intervento urbano di recupero periferie, con elementi legati alla storia di Sesto (6 lati dell’esagono; rosone duomo; ingranaggi fabbriche)
Street design: segno brillante (toni di verde), rappresentativo, ben identificabile e continuo sull’intero percorso
Sicurezza e bellezza con pulizia e riordino dei luoghi
Sicurezza con maggiore illuminazione nel sottopasso con neon
Miglioramento delle aree verdi con piantumazioni fiorite e graminacee
Design urbano con strutture leggere in ferro, memoria delle archeologie industriali, passaggio di connessione tra città e periferia (uscita sottopasso metro, verso Carroponte).

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Jazzi: Radici

La vita è una. Tutto si intreccia: piante, uomini, animali.
Tutto ciò che nella natura si muove tende a passare per le stesse vie, a trovarsi sugli stessi
sentieri. La natura, come l’uomo e gli animali, è da sempre nomade e ha bisogno di muoversi. Nei sentieri del Cilento l’uomo si fa guidare dalla luce, dall’acqua e dalle pietre. Incontra RADICIdi piante secolari come ulivi, o di arbusti profumati come liquirizia.
Pietra, acqua, alberi, sono elementi presenti nel culto di antichi riti religiosi, vivi ancora oggi.  L’acqua è nutrimento per le coltivazioni; anche via principale su cui viaggiano semi e terra, cerniera tra montagna e mare. Gli animali sono i ‘giardinieri’ del territorio, col loro lavoro a brucare erbe e smuovere la terra con gli zoccoli. Gli alberi, coi boschi di betulle, castagni e faggete, creano corridoi ecologici, canaloni che dalla montagna scendono al mare. Il jazzo rappresenta il punto di incontro tra la cultura contemporanea agreste e le radici profonde del territorio.
RADICI è quindi l’esperienza di un eco-viaggio culturale nella terra del Cilento, le sue origini, il suo futuro. E’ una proposta progettuale che intende attivare pratiche di relazione, di scambio e di conoscenza tra uomo- animali- natura.
E’ un programma che coinvolge ampiamente la comunità locale: artigiani, pastori, botanici, musicisti, poeti e scrittori, danno chiavi di lettura sul paesaggio circostante, sollecitano echi del ricordo, e proiettano immagini di bellezza e armonia verso un futuro condiviso con giovani e viandanti. Esperti di bio-architettura e costruzioni locali, storia e paesaggistica attivano workshop con giovani studenti, professionisti e discussioni collettive.
RADICI promuove la creatività contemporanea e la lettura del paesaggio agreste, recuperando tradizioni locali.

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