Atelier del Paesaggio

Il giardiniere ha la mani occupate e lo spirito libero


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Orto Giardino Milano

IL RECUPERO DELLA VOCAZIONE AGRICOLA DEL LUOGO

Via Paolo Sarpi e l’Orto Giardino di Porta Volta , Milano

Presenza storica del ‘Borgo degli Ortolani’ su Via Canonica , con cascine , mulini e rogge.
I segni territoriali determinati dei corsi d’acqua a sistema: Torrente Nirone, Fontanile di San Rocco (su via Niccolini), Roggia Peschiera e Roggia Marianella (su via Lomazzo), Roggia Rigosella (su via Braccio da Montone).
Il tema: Orto Botanico e Parco Agricolo diffuso (rustico, profumato, sostenibile). Necessità di un nuovo punto di vista: verticalità + acqua. Necessità di maggiori aree di pausa e di condivisione pubblica: sedute + pergole.Necessità di unità ritmica: modularità.

TAV 2

Tavola1

Tav3_sarpi_18032013

Tavola2

Tavola4

Tavola3


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The Mobile Garden

ortigiardino mobili

Green Island 2009 promuove una serie di azioni dedicate alla diffusione e alla coltura di orti mobili e ortigiardino in terrazzo, nell’importanza e necessità di sviluppare un sistema di agricoltura urbana. Gli Orti domestici fanno bene alla nostra terra, aumentano la biodiversità, contribuiscono a combattere il cambiamento climatico, migliorano l’estetica del paesaggio e garantiscono ai cittadini uno stile di vita migliore offrendo un’alimentazione più sana e una nuova forma di socialità. Coltivare un piccolo orto, applicando i principi di un’agricoltura biologica e sostenibile, può essere il primo passo verso forme di produzione alternativa all’agricoltura intensiva, oltre che costituire un importante fonte di verde per la nostra città e per il recupero di aree dismesse e degradate.

 

 

3_Orti Portatili_via Pepe Isola

1_Ortigiardino portatili


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Community Garden – Zona Isola Milano

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Realizzata da Claudia Zanfi per Green Island 2011, consiste nel primo giardino di erbe spontanee a Milano, in Zona Isola tra via Pepe e il Cavalcavia Bussa, creato insieme a botanici, paesaggisti e la comunità locale. Un’area verde dimenticata e allo stato di abbandono sul retro della ferrovia, si è trasformata in un piccolo e rinato ‘giardino’, con tanto di aiuole modulari affidate alle cure dei cittadini e delle botteghe artigiane di quartiere che le hanno adottate1. Le aiuole sono state piantumate attraverso una semina biodinamica realizzata insieme al duo ‘Adopt a piece of green’,
mentre la selezione delle specie da crescere è stata curata del direttore dell’Orto Botanico di Brera.

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aiuolebussa_18032013

Le aiuole modulari contengono una ‘collezione di erbacee’ raccolte nell’area Nord di Milano e qui valorizzate: Amaranthus retroflexus, Phytolacca americana, Verbascum phlomoides, Portulaca oleracea, Verbena officinalis, Solanum nigrum, Daucus carota, Glyceria maxima, Setaria viridis. Queste essenze si uniscono al giardino di arbusti spontanei, voluto per creare una bordura di abbellimento e protezione dalla strada, sul lato della pista ciclabile. Gli arbusti sono raccolti a formare gruppi di tre della stessa specie, ideando macchie di colore e di profumi: Rosa canina, Crataegus monogyna (biancospino), Berberis vulgaris (crespino). Infine, lungo le transenne dei cantieri e le torri in vetrocemento della Stazione Garibaldi che danno all’area un sapore post-industriale, è stata realizzata una sorta di libreria verde con tavole botaniche, per spiegare ai passanti le diverse essenze erbacee selezionate per le adiacenti aiuole.

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Tavole Botaniche su strada

L’importanza di realizzare questo tipo di giardino consiste nel suo valore ecologico: le piante spontanee formano un ecosistema che è stato in gran parte perduto. Per il valore culturale: le piante spontanee fanno ormai parte della flora urbana autoctona di Milano e come tali vanno fatte conoscere agli abitanti della città. Per il valore pubblico: le piante spontanee sanno svelare colori e profumi inediti, una bellezza inaspettata, da mettere a disposizione della collettività e della comunità di quartiere.

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Nota 1

Il programma delle adozioni, unico nel suo genere a Milano, ha dato vita a un vero e proprio sistema di community garden, molto praticato all’estero (Germania, Olanda, Francia), poco in Italia, grazie anche ai divertenti e utili annaffiatoi disegnati da Marti Giuxè, omaggio del Museo Alessi che da anni sostiene pratiche creative come Green Island.